Ehi,
Sono Alberto Bobice, ingegnere informatico. Di mestiere sviluppo software in ambito IoT.
Negli ultimi cinque anni ho letto 250 libri. Ma il punto non sono i libri: è cosa ci faccio.
Ho letto un libro sulla negoziazione e al cambio di lavoro successivo ho ottenuto che l’azienda mi finanziasse un executive MBA. Ho studiato come funzionano le aste immobiliari e ho comprato casa a un prezzo molto sotto quello di mercato.
In entrambi i casi non è stata fortuna: avevo letto qualcosa di specifico e l’ho messo alla prova. È quello che cerco nei libri roba che si possa verificare, non ispirazione.
Prima di arrivare qui ho fatto l’Erasmus a Copenaghen e ho lavorato in settori molto diversi (sanità, pubblica amministrazione, logistica) tra Milano e Genova. Cambiare ambiente così spesso insegna una cosa: quella che in un posto è una verità ovvia, in un altro non la conosce nessuno. Ti passa in fretta l’abitudine di fidarti delle frasi che tutti ripetono.
È così che mi sono accorto di un problema.
Quasi tutto quello che circola sulla crescita personale è aria fritta con una citazione in cima. Frasi che suonano bene, numeri che nessuno ha verificato, regole inventate da qualcuno cinquant’anni fa e ripetute da allora senza che nessuno sia mai andato a controllare la fonte.
Per questo ho iniziato a scrivere.
Qui trovi articoli su come si cambia un’abitudine e come si resta costanti nel tempo, costruiti sulla ricerca vera: studi citati per esteso, meta-analisi lette davvero, la parte scomoda detta insieme a quella comoda. Quando gli effetti misurati sono piccoli, lo scrivo. Quando una fonte è contestata, lo scrivo. Quando una cosa è la mia opinione e non un risultato scientifico, lo dico.
Non ho una trasformazione da vendere. Ho un metodo per leggere la ricerca senza farsi ingannare, e l’abitudine di provarlo prima su di me.
